Quando non sapete cosa credere tutto diventa materia di discussione. Di Pavel Tsatsouline, Presidente Strong First.

Dal Blog di StrongFirst (www.stronfirstitaly.it):

02/05/2013 QUANDO NON SAPETE A COSA CREDERE, TUTTO DIVENTA MATERIA DI DISCUSSIONE – di Pavel Tsatsouline, Presidente

“Quando non sapete a cosa credere, tutto diventa materia di discussione. Tutto è discutibile. Ma se credete fermamente in qualcosa, le decisioni sono ovvie”.
Se, nel vostro allenamento, non tenete presente questa considerazione della ditta Fried and Hansson, siete destinati a decenni di frustrazione. 

Considerate i tre sistemi principali del powerlifting: il sistema Gallagher, il sistema Simmons e lo Sheyko. Tutti e tre operano sulla base di principi diversi e si avvalgono di diversi fenomeni fisiologici.

Lo Sheyko ti fa fare squat quattro volte la settimana con pesi moderati, alto volume e facendoti smettere ben prima di raggiungere l’esaurimento.

Gallagher ti fa fare squat una volta la settimana per un solo set a esaurimento o quasi.

Il sistema Sheyko è un approccio organizzato per “oliare il meccanismo”. La pratica submassimale frequente trasforma i nervi motori in “superconduttori”, ristabilisce le reserve di creatina fosfato nel muscolo e presumibilmente stimola il rilascio del fattore di crescita IGF-1.

Il sistema Gallagher, nella sua ostinata negazione dei giorni leggeri a maggior volume, destina il muscolo a livelli bassi di creatina fosfato, il carburante per le contrazioni intense. Tuttavia, recenti ricerche russe mostrano come questo svantaggio apparente possa in realtà rivelarsi un beneficio per il powerlifter. Si verifica infatti che un muscolo con un “serbatoio” meno capiente venga esposto più facilmente al tipo di microtrauma che stimola la crescita. Inoltre, l’allenamento intenso, seguito dal far nulla, favorisce la conversione delle fibre muscolari “intermedie” nel sottotipo più veloce.

Un tipico topo di palestra che ha l’arroganza di sostenere di essere più intelligente di Gallagher e Sheyko, farà di tutto per creare la combinazione “migliore” dei due. Immediatamente il sistema russo sarà irrimediabilmente danneggiato dal fatto che l’atleta viene spinto verso il sovrallenamento a causa dell’utilizzo dell’intensità che era solito risparmiare per il giorno della competizione. Il sistema Americano andrà in polvere poiché i meccanismi stessi responsabili del suo successo saranno sconvolti dall’aggiunta di giorni leggeri. “Corre come una barca e galleggia come un’automobile”, come si soleva dire dell’ibrido auto-barca parecchi decenni fa.

Un simile esperimento non sarebbe mai fatto dal Coach Team USA o dal Coach Team Russia. Entrambi hanno delineato confini netti a definizione dei loro sistemi e sono troppo intelligenti per oltrepassarli. Le persone sagge sanno che se non si limitano le possibilità di scelta, diventa difficile prendere decisioni. Per usare le parole di Paul Saffo, un profeta della tecnologia, “Il punto di vista è la quintessenza della soluzione umana al sovraccarico di informazioni, il processo intuitivo di ridurre le cose ad un minimo essenziale rilevante e maneggevole.”
Ciò non significa che non si possa imparare da altri sistemi; significa solo che ci si deve limitare alle lezioni che non sconvolgono il DNA del proprio sistema. Per esempio, Boris Sheyko ha incorporato alcuni esercizi di supporto presi dall’arsenale di Louie Simmons, come i board presses, ma non gli passerebbe per l’anticamera del cervello di aggiungere un “max effort day” e un “dynamic effort day”.

Tua nonna esprimeva il concetto con le parole migliori: “Non abbiate la mente così aperta al punto che il cervello fuoriesce”.

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